Radio

A parte una breve collaborazione a Radio Napoli quando era ancora all’Università, l’incontro con il mezzo radiofonico – che lui amava comunque come ascoltatore – avviene nello storico anno 1968.

Un amico dei tempi del liceo, Corrado Martucci, giornalista del settore politica del “Mattino”, in azione alla redazione romana del quotidiano napoletano, avendo avuto l’occasione e l’incarico di fare un programma per Radiodue, di genere leggero, si rivolse all’esperto del ramo, che tra l’altro era senza lavoro a causa della “solita” crisi del cinema.  Proprio perché Riccardo Pazzaglia era un ascoltatore della radio, e per il suo temperamento artistico fantasioso e originale, gli venne naturale e spontaneo rompere il vecchio modo di fare la radio e – d’intesa con lo  sbalordito Martucci – cambiò il modo di stare al microfono. Nacque così “Radio Ombra“.
Preceduta da una marcia militare americana, con una “compagnia” di dilettanti, rivoluzionava i temi e il linguaggio del varietà radiofonico in uso fino ad allora. I primi tempi la regia era affidata ad un altro “enfant terrible” della radio: Gianni Boncompagni. Poi Pazzaglia prese le redini del comando e – sulla base comunque di un canovaccio, con un tema centrale come nella commedia dell’arte – dava poi voce e spazio ad una strana compagnia di “attori”: un impiegato dell’Alitalia, uno del Ministero delle Finanze, la moglie – Rosy Gargiulo – che inventò il personaggio di una sgangherata professoressa di latino, e qualche attore professionista della radio ufficiale.Al trionfo di “Radio Ombra” seguì – incoraggiato dal sostegno del capostruttura Luciano Rispoli – “L’altra radio“, con uno schema analogo. E poi altri programmi, sempre firmati con Martucci: “Anni folli“, “Radio Magia“…in uno di questi faceva il suo debutto Mario Marenco, in un altro un entusiasta, giovanissimo Enrico Montesano. Un bel giorno il capostruttura di Radiodue Enzo Marchetti volle che Pazzaglia andasse in “voce” per condurre i suoi programmi. Nacque “Canzoniamoci“, un programma estivo di satira e canzoni; poi “A tutte le radioline in ascolto“. Per molti anni venne affidato a Pazzaglia il programma quotidiano con cui si aprivano, dalle 6 alle 8, i programmi di Radiodue. Il titolo era “Un altro giorno” e rafforzò il legame di stima che lo legava agli ascoltatori.

Poi la sua attività si è svolta in altri campi della comunicazione e dello spettacolo: giornalismo, teatro, televisione, cinema, letteratura. Ma quando, nel 2005 gli fu proposto di condurre per qualche sera “Due di notte“, il programma notturno di Radiodue, fu accolto dagli ascoltatori con l’affetto che si riserva a un vecchio amico ritrovato. In una di quelle notti andò a trovarlo in studio come ospite il figlio, l’attore Massimiliano Pazzaglia.