Dal “Il brodo primordiale”

[….] Per fare qualcosa di utile ai miei lettori meno abbienti che certamente vorrebbero fare una crociera, vorrei segnalare una combinazione assolutamente conveniente che vede protagonista la modernissima motonave: «Regina dei mari».È una crociera molto interessante perchè pratica la formula del «tutto escluso». I prezzi sono irrisori e subito si capirà come è stato possibile contenere tanto vantaggiosamente i costi.
La partenza avviene da Genova. Si sa quando si parte e non si sa quando si arriva. In seguito spiegherò anche il perchè.
Appena saliti a bordo, i croceristi non trovano nessuno, perchè il comandante e i pochi uomini di equipaggio sono rinchiusi nella parte poppiera per difendersi dalle rivolte dei passeggeri, che si verificano spesso durante il viaggio, quasi sempre dalle parti della costa africana. I croceristi però vengono indirizzati verso la loro sistemazione a bordo da certe manine stampate, che sono affisse lungo i corridoi, con il dito indice che indica la direzione da prendere.
Seguendo le manine e trascinandosi i propri bagagli per i lunghi corridoi, riemergono sui vari ponti della
nave ai quali sono stati assegnati (infatti è escluso l’alloggio nelle cabine, che restano chiuse per tutta la  durata della crociera, tranne un gabinetto a prua e un altro a poppa, aperti un giorno sì e un giorno no). Quando tutti sono comodamente installati, la bella nave esce dal porto e raggiunge il mare aperto. Dopo di che si fermano le macchine e la «Regina dei mari» comincia ad andare alla deriva, è appunto il risparmio della nafta che consente alla compagnia armatrice di praticare una tariffa così concorrenziale.
Per il gioco delle correnti, sapientemente sfruttato dal comandante che è un esperto in questo campo, la nave si avvia certamente verso la Spagna. I croceristi, quindi, sanno matematicamente che possono visitare Barcellona o Valencia o Nlilaga o al massimo Gibilterra, dipende da dove va a finire il bastimento.
Se dovesse andare verso lo stretto, in quel caso verrebbero riaccese brevemente le macchine per correggere l’orbita, perchè la crociera è prevista nel solo Mediterraneo, per l’Atlantico la tariffa sarebbe veramente troppo modesta. Inoltre la nave potrebbe essere presa dalle correnti oceaniche e trascinata chissà dove, invece chiusa nel Mediterraneo si può ritrovare facilmente. Sulla «Regina dei mari» il segnale del pranzo e della cena viene dato da una sirena, ed è identico a quello di «incendio a bordo» e «abbandono nave», e questo per dare quel pizzico di avventura che in una crociera estiva non guasta.
Alle ore 13 e alle 19, sempre seguendo le apposite manine, i turisti si recano nel salone da pranzo, dove non viene servita alcuna pietanza, né bevanda, come vuole la formula del «tutto escluso». Comunque da mangiare e da bere non manca, perchè alcuni inappuntabili croceristi britannici smettono il loro travestimento rivelandosi venditori ambulanti che smerciano rigatoni al sugo cotti a terra e riscaldati sulle lamiere dei ponti arroventate dal sole, le quali danno ai maccheroni un piacevole sapore di pasta al forno. Sulla portata si può bere qualche buon bicchiere di acqua potabile genovese a un prezzo abbastanza ragionevole.

Alla fine del pranzo, tutti apparecchiano per la ceria, perchè fa sempre piacere tornare e trovare la tavola pronta.
La vita a bordo trascorre cosi, piacevole e variata, anche se il viaggio è un po’ lento per mancanza di corrente, parlo naturalmente di corrente marina, perchè a bordo non vi è alcun tipo di illuminazione, come vuole la formula del «tutto escluso».
Comunque, nelle ore in cui soffia il mistral, che è un vento da non confondersi con l’anice, i croceristi stendono le lenzuola sui ponti come tante piccole vele, per aiutare la barca, ma il capitano non se ne deve accorgere perchè altrimenti si dispiace, considerando la cosa disdicevole a una cosi bella motonave.
A questo punto, spinta dalle correnti di marea, molto forti nel golfo del Leone, la “Regina dei mari” è arrivata maestosamente a poche miglia da uno del porti prima elencati. La sirena da allora il segnale “abbandono nave” e tutti corrono a sedersi a tavola, pensando che sia quello del pranzo. Chiarito l’equivoco, i croceristi raggiungono le scialuppe di salvataggio. Ma la nave non é in pericolo, e solo che — per evitare di pagare l’attracco in un porto vero e proprio — la “Regina dei mari” resta fuori ad aspettare i croceristi che vanno a visitare la Citta, ma molti preferiscono visitarla solo da lontano, stando a meta fra II porto e la nave, per paura che questa venga portata via dalle correnti.
Quando la crociera raggiunge le coste dell’Africa settentrionale, il comandante accende le macchine, sia  perfrchè le le correnti sono quasi nulle, sia per sollevare il morale dei croceristi, perchè di solito e da quelle parti che avvengono le rivolte contro gli ufficiali e i pochi uomini dell’equipaggio, che sono sempre asserragliati nella parte poppiera perchè già lo sanno.
La forte velocita impressa alla nave non permette di fermarsi a visitare alcuna citta africana, ma lo spreco della nafta finisce appena è in vista la costa occidentale della Sicilia e l’abilita del comandante riesce a immettere la “Regina dei marl” nella corrente dello stretto di Messina, molto forte perchè l’ora della marea non é la stessa per i due marl comunicanti. Questo permette alla “Regina del mari” di tornare a Genova. Ma molti preferiscono abbandonare la nave al largo del golfo di Napoli, perchè é la che scendono gli ambulanti per andare a cucinare i prossimi rigatoni al sugo per la crociera successiva, e allora viene a mancare ogni possibilità di mangiare e di bere, perchè – come ho gia detto – cosi vuole la formula del “tutto escluso”.