Biografia

Riccardo Pazzaglia è uno dei più noti scrittori umoristi italiani. La provocazione surreale, paradossale del suo linguaggio viene da decenni di esperienze radiofoniche e televisive ‑ come conduttore, autore e regista ‑ di testi di teatro, di cinema come regista e sceneggiatore, di corsivi satirici su quotidiani e riviste. Sul grande quotidiano del Sud, Il Mattino, la sua caustica rubrica “Specchio ustorio” è stata seguita per oltre venticinque anni con immutato interesse dai lettori.

Riccardo Pazzaglia era uno di quei personaggi rari che é stato al centro del mondo della musica, del cinema e della televisione ma che non amava apparire. Il suo massimo momento di celebrità lo ha vissuto accanto a Renzo Arbore nei panni del filosofo di “Quelli della notte“, dove si ritagliò un ruolo tutto speciale con l’invenzione del ”Brodo primordiale” e con un gesto, rimasto nella memoria, per indicare che la qualita’ della conversazione stava scendendo sotto il livello di guardia. Se quella é stata l’occasione in cui il grande pubblico l’ha conosciuto, Pazzaglia ”nell’ambiente” era una celebrita’, un intellettuale stimato e amato che dopo la laurea in Lettere si era diplomato in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia.

Nasce a Napoli nel 1926 e della sua città natale ha sempre conservato l’umorismo, la cultura raffinata e l’amore per lo spettacolo. E’ stato uno dei più fertili autori di Domenico Modugno per il quale ha scritto canzoni satiriche come ‘Io mammeta e tu’, ‘O ccafè’, ma anche brani di più ampio respiro come la famosissima ‘Meraviglioso‘ e ‘Sole, sole, sole‘, che Vittorio De Sica inserì nella colonna sonora del film  ‘Giudizio universale‘.

Una delle opere più importanti del binomio Pazzaglia-Modugno rimane la commedia musicale ‘Cyrano‘. L’anno è il 1978 e Pazzaglia traduce il celebre testo di Rostand, aggiungendo balletti originali e canzoni. Modugno e Catherine Spaak ne sono gli interpreti.

Dopo il successo come “filosofo televisivo“, Pazzaglia ha preferito rimanere appartato rispetto alla grande ribalta, rimanendo fedele al suo personaggio di ironico osservatore, che preferiva stare dietro le quinte nonostante gli inviti dei tanti amici che poteva vantare e che lo richiedevano.